Abbiamo raccolto le domande più frequenti dei nostri clienti — aziende agricole, geologi, ingegneri e privati — organizzate per argomento. Apri la categoria che ti interessa per trovare la risposta.
Esiste un metodo per interpretare i segnali che il sottosuolo fornisce, anche se non è possibile vedere l'acqua direttamente sotto terra. Analizzando la geologia dell'area, i dati disponibili sulla zona, le stratigrafie e le caratteristiche del territorio — con il supporto di tecnologie avanzate quando necessario — è possibile individuare i punti con le migliori probabilità di successo prima di iniziare la perforazione, riducendo il rischio di un intervento a vuoto e il relativo spreco di denaro.
Ogni perforazione comporta un margine di rischio, perché il sottosuolo non può essere conosciuto con assoluta certezza. Uno studio preliminare permette però di valutare le caratteristiche del terreno e scegliere il punto di perforazione con maggiore consapevolezza, riducendo in modo significativo il rischio di un intervento improduttivo.
La scelta del punto di perforazione è il risultato di uno studio tecnico del territorio, non di un punto "fortunato" individuato a caso: richiede competenze specifiche in geologia e idrogeologia, e nasce dall'integrazione di più informazioni — geologia del terreno, dati disponibili sul territorio, stratigrafie, morfologia dell'area e, quando opportuno, tecnologie avanzate. È proprio questa fase che permette di individuare il punto più promettente e affrontare l'investimento con maggiore sicurezza.
Non necessariamente. La presenza di una falda in un terreno vicino è un'informazione utile, ma non sufficiente per prevedere cosa si troverà nel proprio: anche a poche decine di metri di distanza possono cambiare la geologia, la profondità della falda e la quantità d'acqua disponibile. Per questo ogni terreno andrebbe valutato singolarmente.
La falda acquifera può trovarsi a pochi metri dalla superficie oppure a oltre 100 metri di profondità, a seconda delle caratteristiche geologiche dell'area: non esiste una profondità valida per tutti i terreni. Per questo è fondamentale valutare il terreno prima di decidere come e dove perforare.
Nella maggior parte dei casi sì: un terreno può presentare diverse aree con un buon potenziale idrico, ma non tutte offrono le stesse probabilità di successo o le stesse caratteristiche. Per questo è importante valutare le diverse alternative prima di decidere dove perforare.
Per individuare una falda acquifera si analizzano diversi elementi, come la geologia del territorio, le caratteristiche del sottosuolo, i dati disponibili sulla zona e altre informazioni tecniche, dato che non può essere osservata direttamente dalla superficie. È l'integrazione di questi dati a permettere di individuare le aree con il maggiore potenziale idrico.
Il Sistema Poseidon è lo strumento di ricerca geofisica sviluppato da Hydro Hunter che individua le anomalie elettromagnetiche prodotte da tutto ciò che, nel sottosuolo, ha una densità diversa da ciò che lo circonda: acqua, rocce, mineralizzazioni, cavità o strutture sepolte. Non richiede scavi né perforazioni preliminari.
Il drone funge da vettore aereo: trasporta a quota costante un sensore elettromagnetico che rileva onde a bassissima frequenza (VLF). I liquidi nel sottosuolo hanno una conducibilità elettrica diversa da rocce o argilla secca, e questa differenza genera un'anomalia magnetica misurata dai nostri strumenti.
In configurazione standard operiamo fino a circa 250 metri di profondità. Con strumentazione aggiuntiva di supporto è possibile raggiungere profondità maggiori in condizioni particolarmente favorevoli.
No, lo integra e lo facilita. Forniamo al geologo di fiducia o all'impresa di trivellazione dati strumentali precisi invece di procedere per tentativi alla cieca, indicando con coordinate GPS dove scavare.
Sì: montiamo la nostra strumentazione su droni per effettuare le scansioni del sottosuolo in modo rapido ed efficace.
Sì: le immagini satellitari ci permettono di capire se una zona presenta segnali compatibili con la circolazione idrica, prima ancora di intervenire sul campo.
Sì: utilizziamo strumenti geofisici proprio per ridurre il rischio di eseguire perforazioni a vuoto.
Sì: nel nostro team di esperti è presente l'ex geologo del progetto MOSE di Venezia.
In geofisica non esiste uno strumento singolo perfettamente preciso: è la combinazione di più strumenti a ridurre il margine di rischio e a garantire una delle percentuali di successo più alte del settore.
Analizziamo la morfologia del terreno e cerchiamo i segnali compatibili con strati e fratture idonei alla circolazione idrica nel sottosuolo.
Perché l'utilizzo combinato di più metodi aumenta la probabilità di successo rispetto a un singolo strumento preso da solo.
La percentuale di successo varia in base al tipo di terreno: circa 70-75% nelle pianure alluvionali e 80-85% nei terreni misti o rocciosi. Una ricerca non elimina del tutto l'incertezza del sottosuolo, ma la trasforma in una decisione basata su dati concreti, riducendo il rischio di perforazioni a vuoto rispetto a un tentativo casuale.
Il report viene inviato via email e comprende foto satellitari del punto migliore dove perforare, una relazione tecnico-idrogeologica e un grafico esplicativo; su richiesta, è disponibile anche la relazione del nostro geologo interno.
No: nessuno può garantire al 100% la presenza di acqua nel sottosuolo. Possiamo però offrire un metodo scientifico che riduce drasticamente il rischio di perforare a vuoto.
La ricerca permette di individuare le zone più favorevoli e il punto preciso su cui concentrare la perforazione, riducendo fortemente l'incertezza rispetto a un tentativo casuale.
Sì: abbiamo diversi casi documentati, con ricerche effettuate e successivamente verificate tramite perforazione.
Hydro Hunter opera nella ricerca idrica dal 2017, con un metodo sviluppato e perfezionato sul campo anche grazie a collaboratori con oltre 20 anni di esperienza nel settore.
La nostra attività serve proprio a ridurre il rischio prima di sostenere il costo della perforazione: non possiamo eliminare del tutto il rischio geologico, ma evitiamo di perforare alla cieca.
Non ci affidiamo a un solo strumento: incrociamo analisi satellitari, dati geologici e diverse tecnologie geofisiche sul terreno. È l'insieme dei dati a permetterci di ridurre il rischio e scegliere il punto più favorevole.
Il sopralluogo sul campo richiede in genere alcune ore, in base all'estensione del terreno (indicativamente 4 ore per 50 ettari). L'elaborazione dei dati e il report grafico richiedono 2-3 giorni lavorativi.
Con un volo programmato a bassa quota il drone può rilevare anomalie su un'area fino a 100 ettari per volo, che vengono poi indagati puntualmente a terra.
Il costo varia in base alla fase e all'estensione del terreno: la Fase 1 (analisi preliminare) va da 300€ per terreni fino a 10 ettari a 600€ fino a 100 ettari, mentre la Fase 2 (analisi avanzata) va da 800€ a 1.500€ nello stesso intervallo — entrambe +30% per cantieri fuori Italia. Il rilievo sul campo e il preventivo finale (Fase 3) si definiscono a progetto in base ai risultati delle fasi precedenti. Consulta la sezione Preventivi del sito per il listino completo per fascia di ettari, oppure contattaci direttamente.
Sì: il costo di una ricerca preliminare è generalmente molto inferiore a quello di una perforazione eseguita nel punto sbagliato, soprattutto quando l'investimento nel pozzo è importante. Studiare il sottosuolo in anticipo riduce il rischio di spendere denaro in un intervento improduttivo.
Una perforazione nel punto sbagliato può costare migliaia o anche decine di migliaia di euro, a seconda della profondità e del tipo di terreno — e un pozzo sbagliato resta comunque da pagare per intero.
No, non ci sono costi nascosti: eventuali spese aggiuntive vengono sempre indicate e concordate con il cliente prima dell'inizio dei lavori.
Le prime due fasi, condotte da remoto, richiedono complessivamente da 1 a 3 giorni; la fase sul campo richiede invece indicativamente 3-4 ore, con due operatori, in base all'estensione del terreno.
Puoi iniziare a perforare non appena ricevi l'autorizzazione dalle autorità competenti.
No: la ricerca si può effettuare in qualsiasi periodo dell'anno.
No, anzi: la ricerca sul campo richiede un terreno non bagnato, quindi va evitata subito dopo piogge intense, non attesa.
Sì: siamo a disposizione per rispondere a tutte le domande via email, WhatsApp o telefono.
Sì: è possibile vedere risultati e grafici di ricerche già effettuate, sempre nel rispetto della privacy dei clienti.
Puoi richiedere un preventivo contattandoci via email, WhatsApp o telefono, oppure direttamente dal sito nella sezione Preventivi.
Ci servono le coordinate geografiche del terreno oppure foglio e particella catastale del Comune, più una foto da Google Earth o Google Maps con i confini del terreno disegnati.
Generalmente la ricerca viene fissata 3-5 giorni dopo la firma e l'accettazione del preventivo-contratto.
Non effettuiamo un sopralluogo preliminare gratuito: valutiamo prima da remoto, nelle Fasi 1 e 2, se ci sono le condizioni per procedere. Il sopralluogo vero e proprio avviene poi sul campo nella Fase 3, una volta confermata la fattibilità.
Il rilievo con il drone avviene nella Fase 3 (indagine sul campo) e viene preventivato a progetto, perché dipende dai risultati delle fasi precedenti. Prima del drone si svolgono due analisi da remoto: la Fase 1 (screening satellitare) parte da 300€ e la Fase 2 (analisi idrogeologica avanzata) da 800€, in base all'estensione del terreno — trovi il listino completo per fascia nella sezione Preventivi.
Anche il costo di un'indagine geologica dipende dalla fase e dall'estensione del terreno: si parte da 300€ per la Fase 1 fino a 1.500€ per la Fase 2 sui terreni più estesi (fino a 100 ettari) — il listino completo per fascia è nella sezione Preventivi del sito.
No. Hydro Hunter ha realizzato ricerche idriche anche all'estero, ad esempio a Capo Verde, dove su 25 ricerche effettuate sono state individuate 24 falde acquifere destinate a pozzi per la popolazione locale.
Sì: un terreno argilloso può influenzare la presenza, la circolazione e la profondità dell'acqua nel sottosuolo. La sola presenza di argilla, però, non significa né che l'acqua ci sia né che sia assente — ogni terreno va valutato nel suo contesto geologico per capire se esistono le condizioni favorevoli alla realizzazione di un pozzo.
Sì, è possibile: molte delle falde più produttive si trovano proprio nelle rocce fratturate. La presenza della roccia da sola non indica se ci sarà acqua — ciò che conta è il tipo di roccia, la presenza di fratture e la loro capacità di raccogliere e trasmettere l'acqua.
Non necessariamente. Nelle aree montane la presenza dell'acqua dipende soprattutto dalla geologia del territorio e dalla presenza di fratture nella roccia: in alcuni casi è più difficile individuare una falda produttiva, mentre in altri si possono trovare importanti risorse idriche. Ogni situazione va valutata singolarmente.
Non sempre. Anche se le pianure sono spesso associate alla presenza di falde acquifere, la disponibilità d'acqua dipende dalla geologia del sottosuolo: due terreni vicini possono avere profondità, portate e caratteristiche completamente diverse. Per questo è sempre consigliabile effettuare una valutazione tecnica prima di perforare.
No. La vicinanza a un fiume può essere un elemento favorevole, ma non garantisce la presenza di una falda produttiva nel punto in cui si desidera perforare. La disponibilità d'acqua dipende dalla geologia del sottosuolo, dalla permeabilità dei terreni e dal collegamento tra il fiume e la falda acquifera.
No. Le dimensioni del terreno non determinano la presenza di una falda acquifera: anche un terreno di pochi metri quadrati può trovarsi sopra una zona favorevole, così come un terreno molto esteso può non offrire le condizioni ideali. Ciò che conta davvero sono le caratteristiche geologiche del sottosuolo.
Conta moltissimo: è uno dei fattori più importanti nella ricerca delle acque sotterranee. Conoscere il tipo di terreno, la presenza di rocce, fratture e depositi permeabili permette di capire dove esistono le migliori condizioni per la formazione e la circolazione di una falda acquifera.
La conformazione del terreno fornisce indicazioni preziose sulla circolazione dell'acqua nel sottosuolo. Pendii, vallate, terrazzi fluviali e altre caratteristiche morfologiche influenzano il modo in cui l'acqua si infiltra, si accumula o scorre: per questo lo studio del territorio è uno degli elementi fondamentali nella scelta del punto di perforazione.
Nella maggior parte dei casi sì: la realizzazione di un pozzo è generalmente soggetta ad autorizzazioni o comunicazioni previste dalla normativa regionale e locale. Le procedure possono variare in base alla destinazione d'uso dell'acqua, alla profondità del pozzo e alla zona in cui si trova il terreno. Prima di iniziare i lavori è sempre consigliabile verificare gli adempimenti previsti dagli enti competenti.
L'autorità competente varia in base alla Regione e alla normativa locale. Nella maggior parte dei casi la pratica viene gestita dagli uffici regionali competenti in materia di risorse idriche, o dagli enti a cui la Regione ha delegato questa funzione, come Province o Città Metropolitane. Per questo è importante verificare quale sia l'ufficio competente nel territorio dove si intende realizzare il pozzo.
No: essere proprietario di un terreno non significa poter realizzare automaticamente un pozzo. In Italia le acque sotterranee sono una risorsa pubblica e il loro utilizzo è disciplinato dalla normativa nazionale e regionale, quindi prima di perforare è necessario verificare che l'intervento sia consentito e seguire le procedure previste dagli enti competenti.
Nella maggior parte dei casi sì: la normativa può prevedere l'obbligo di comunicare o denunciare la realizzazione di un pozzo e, a seconda dei casi, di ottenere una concessione per l'utilizzo dell'acqua sotterranea. Le modalità variano in base alla Regione, al tipo di utilizzo dell'acqua e alle caratteristiche del pozzo, per cui è sempre consigliabile informarsi presso gli enti competenti prima dell'inizio dei lavori.
I tempi variano in base alla Regione, all'ente competente, al tipo di pozzo e alla documentazione richiesta: non esiste un tempo uguale per tutta Italia. In alcuni casi le procedure sono relativamente rapide, in altri richiedono un'istruttoria più lunga — pianificare il progetto con anticipo e presentare una documentazione completa aiuta a ridurre ritardi e richieste di integrazione.
Dipende dall'organizzazione del progetto e dalla normativa applicabile: in genere le pratiche amministrative vengono predisposte da professionisti abilitati, come geologi, ingegneri o tecnici incaricati, in collaborazione con il proprietario del terreno e con l'impresa che realizzerà il pozzo. È importante chiarire fin dall'inizio chi seguirà l'iter amministrativo, per evitare ritardi o incomprensioni.
No: non esiste un limite di profondità fisso stabilito in generale. Dipende dalle caratteristiche geologiche del terreno, oltre che dalla normativa e dagli eventuali vincoli di zona applicabili al sito.
Abbiamo effettuato più di 150 ricerche, in Italia e all'estero, in contesti geologici anche molto diversi tra loro.