Ricerca Risorse Idriche

Un drone in volo con un sensore capace di trovare acqua

Sei alla Ricerca di Risorse Idriche? Con il nostro drone e il rabdomante elettronico Poseidon è possibile!!! Vuoi sapere se c’è acqua nel tuo terreno? Negli ultimi anni i pozzi artesiani a causa della siccità si stanno prosciugando e pertanto falde acquifere superficiali non si caricano d’acque. Noi di Hydro Hunter cerchiamo in modo non invasivo le falde acquifere profonde che riescono a coprire grossi fabbisogni idrici.

La Tecnologia Poseidon inventata da Sergio Marchettini (macchina regolarmente brevettata) unita alla professionalità e all’idea del pilota di elicotteri con oltre 35 anni di volo tra Esercito, Polizia di Stato ed ora pilota del 118 dell’eliambulanza, Vincenzo Orso ha permesso di fornire un servizio unico.

Sfruttando i principi dell’elettromagnetismo, attraverso una sonda che viene montata su un drone, che sorvola grandi quantità di terreno, le onde elettromagnetiche generate a bassissima frequenza penetrano in profondità nel terreno fino ad 200 metri (fino a 1800 con ulteriori apparecchiature in supporto alla tecnologia citata) urtando tutto ciò che incontrano. Ad ogni differenza di densità degli strati di terreno corrisponde una risposta che risale in superfice, anomalie elettromagnetiche, che vengono captate dal drone che attraverso un segnale Bluetooth invia i dati alla macchina che in tempo reale, facendo comparire dei punti sulla cartina, mette in evidenza le anomalie elettromagnetiche presenti sul terreno.

In questi punti segnalati, c’è un’altissima possibilità di trovare dell’acqua e pertanto con una macchina attaccata alla cinta si fa un sopralluogo dei punti indicati per effettuare una risonanza magnetica ortogonale del terreno. In pratica, ogni 3 metri viene mandato un segnale che arriva fino a 200 metri di profondità e poi torna indietro. Questa operazione viene effettuata lungo un corridoio di circa 1.50 – 1.80 cm di larghezza e 100 metri di lunghezza al fine di ottenere un grafico colorato su ordinate (metri di profondità) e ascisse (i metri percorsi sul piano di calpestio) dove è possibile capire dove sono presenti le risorse idriche (percentuale di successo che varia dall’80 fino al 90% a seconda della natura dei terreni).

Vuoi Conoscere meglio come funziona una ricerca di risorse idriche?

Una ricerca di risorse idriche è un processo scientifico e tecnico finalizzato a individuare e valutare la presenza di acqua dolce sotterranea o di superficie in una determinata area geografica. Questo tipo di ricerca è fondamentale per identificare potenziali fonti di approvvigionamento idrico per scopi umani, agricoli o industriali.

Di seguito sono riportati i passaggi generali coinvolti in una ricerca di risorse idriche:

  1. Analisi preliminare: Questa fase iniziale coinvolge una valutazione dell’area di studio, comprese le caratteristiche geologiche, la copertura vegetale, i dati idrologici e meteorologici disponibili. Ciò aiuta a identificare le possibili fonti di acqua e a pianificare l’approccio della ricerca.
  2. Raccolta dei dati: Durante questa fase, vengono raccolti dati primari e secondari attraverso diverse tecniche. Queste possono includere la consultazione di mappe topografiche e geologiche, l’analisi di immagini satellitari, lo studio di rapporti idrologici preesistenti, l’utilizzo di strumenti di misurazione come sonde elettriche o magnetometriche, e l’esecuzione di test di perforazione per raccogliere campioni di acqua o terreno. E’ in questo passaggio che vengono usati i nostri strumenti e il drone che scandaglia il terreno.
  3. Analisi dei dati: I dati raccolti vengono quindi analizzati per comprendere le caratteristiche dell’acqua e determinare la sua disponibilità e qualità. Questa fase può coinvolgere l’interpretazione delle immagin, l’analisi chimica e fisica dei campioni di acqua e terreno, e l’elaborazione dei dati geologici per identificare le zone di accumulo d’acqua.
  4. Modellazione idrogeologica: Utilizzando le informazioni raccolte e analizzate, viene creata una rappresentazione del sistema idrogeologico dell’area di studio. Ciò implica la costruzione di modelli matematici o computerizzati che tengano conto delle caratteristiche geologiche, della falda acquifera, delle precipitazioni e di altri fattori rilevanti per valutare la quantità e la qualità dell’acqua disponibile.
  5. Valutazione e pianificazione: Sulla base dei risultati dell’analisi e della modellazione, viene effettuata una valutazione dell’idoneità dell’area come fonte di approvvigionamento idrico. Questa valutazione può considerare fattori come la sostenibilità delle risorse idriche, l’accessibilità, l’influenza sugli ecosistemi circostanti e le esigenze di approvvigionamento idrico delle comunità locali. I risultati vengono utilizzati per sviluppare piani di gestione delle risorse idriche, inclusi progetti di captazione, trattamento e distribuzione dell’acqua.
  6. Monitoraggio continuo: Dopo l’individuazione e lo sfruttamento delle risorse idriche, è fondamentale monitorare costantemente la quantità e la qualità dell’acqua prelevata per garantire un uso sostenibile delle risorse e affrontare eventuali problemi che possono sorgere nel tempo.

È importante sottolineare che la ricerca di risorse idriche è un processo complesso e multidisciplinare, che richiede competenze in geologia, idrologia, chimica, modellazione matematica e tecnologie di rilevamento. Inoltre, le tecniche e gli approcci utilizzati possono variare a seconda delle caratteristiche geografiche e delle risorse idriche specifiche dell’area di studio.

In questo schema è facile capire dalla scala colori che il terreno dal colore magenta/rosso è il più duro (tipo roccia). Il colore verde e giallo può essere sabbia o argilla, l’azzurro ghiaia o sabbia bagnata e chiaramente il blu scuro denota la presenza di acqua.

Prima di effettuare tale operazioni al fine di non far effettuare ai potenziali clienti investimenti errati, richiediamo le coordinate geografiche e l’estensione del terreno per effettuare una analisi preventiva sulle nostre carte idrogeologiche e geofisiche per valutare la probabilità di trovare falde acquifere o i paleoalvei (antico tratto di alveo di un corso d’acqua non più collegato ad un fiume).

Una volta che ci sono buone probabilità di trovare l’acqua si effettua l’intervento, per coprire una superfice di 50 ettari ci vogliono circa 4 ore di lavoro, mentre per l’elaborazione elettronica per la realizzazione del grafico ci vogliono circa 2 giorni lavorativi. Una volta finito il lavoro viene consegnata al committente una relazione tecnica da fornire agli eventuali perforatori.

Nella quotidianità operativa i servizi maggiormente richiesti sono la ricerca di falde acquifere a scopo irriguo o a scopo preventivo nel caso di nuove costruzioni, in caso di sospetto terreno a rischio idrogeologico.

CAPO VERDE ISLA DE SAL

Nello stato insulare di Capo Verde in Africa ci sono grosse carenze idriche. Attraverso il lavoro effettuato dalla Hydro Hunter sono stati trovati su 25 ricerche effettuate ben 24 falde acquifere per la realizazione di futuri pozzi d’acqua per la popolazione.

HYDROHUNTER
Grosseto – Italy
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